giovedì 4 dicembre 2008

Credo...

Io credo che l'IVA su Sky non sia un buon argomento politico, credo che stia coprendo altri temi, come troppo sovente accade sui media italiani.
Io credo che il Governo inizi a essere in difficoltà, ma credo che il PD non solo non ne stia approfittando, ma come al solido si stia dando la zappa sui piedi.
Io credo nelle primarie, chi vince vince, e gli altri devono remare nella stessa direzione. Io credo che gli atteggiamenti di D'Alema e dei dalemiani non facciano bene al partito, credo ci vorrebbero tante persone con le capacità di D'Alema, ma queste dovrebbero essere instradate nelle logiche di partito.
Credo che il PD del Nord porterebbe tanti voti nuovi, ma non so se sarebbe la cosa giusta. Sono sicuro che la creazione del PD del Nord vorrebbe dire che il PD attuale non è pronto per essere forte anche al Nord, non riesce a leggere, capire e rispondere alla gente del Nord e alle sue esigenze. E mi chiederei il perchè!
Credo che le differenze tra il Nord e il Sud del paese siano profonde, e partano proprio da logiche mentali delle persone. Le differenze sono tali perchè partono proprio a livello spicologico.

Credo che le moschee non siano un problema!
Credo che l'Italia potrebbe almeno provare ad imparare qualcosina dagli USA, l'unica vera cosa bella degli USA: proviamo ad inglobare gli stranieri e considerarli come noi, non extracomunitari come extracomunitari, ma extracomunitari persone come noi.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che sia necessario un partito nazionale ma con una forte struttura funzionale federalista vicina ai territori. Temo per la democrazia perchè da ogni parte si stanno smantellando i partiti di opposizione (è vero hanno commesso molti errori, ma in questo momento l'opposizione andrebbe sostenuta).
Temo per i vuoti che si creano e che saranno riempiti dai partiti populisti (vedi Grillo). Credo sia necessario una rete di relazioni con i movimenti che si battono per i diritti civili, con le associazioni, con i comitati di cittadini, con gli ambientalisti (i verdi hanno vinto il ricorso al TAR sul blocco della costruzione parcheggio acquasola per esempio) e questo è un fatto concreto. Molte battaglie sono state vinte proprio per la mobilitazione dei cittadini in cui io credo ancora molto.
Paola

ME ha detto...

Il PD era nato con una struttura che voleva essere molto legata al territorio. I circoli...Tanti circoli, il territorio, il metodo per contrastare lo strapotere mediatico del nanetto...Il contatto diretto con i cittadini. Beh, se il sindaco di Torino e a ruota quello di Venezia e tanti altri esponennti importanti e stimabili pensano ad un PD del Nord vuol dire che qualcosa non va!!! Bene la struttura federalista, ma con rigide regole su base nazionale.
Io aggiungerei anche la parola responsabilità, chi è sopra è responsabile anche per chi gli è sotto: un esempio...in campagna elettorale (ma anche dopo) avrei voluto che Veltroni avesse espulso Iervolino e Bassolino dal PD, o che almeno li avessi obbligati a dimettersi, invece si è dovuto limitare a far capire (e non esplicitamente...chi è stato attento lo ha compreso) qual'era la sua opinione in merito.
Temo anch'io tantissimo per la democrazia, anzì, come ho già scritto, credo che non siamo più proprio in uo stato di democrazia...ma questo è un discorso lungo.
Sono daccordo sul discordo delle opposizioni, dei vuoti, delle relazioni con i movimenti (però nn esagerati) e sui cittadini!

Grazie e ciao

Anonimo ha detto...

DEMOCRATICI
Ecco il coordinamento Non è il partito del nord
Cacciari: «Non mi interessa»
Alessandro Braga


Infine è nato. Fiocco azzurro in casa democrats. Il Partito democratico, dopo mesi di sofferenze e passioni, può finalmente festeggiare l'arrivo del suo figlioccio cisalpino. Il segretario Walter Veltroni aveva annunciato la «lieta novella» con largo anticipo, addirittura la scorsa primavera: «Nasce il coordinamento del nord», aveva detto solenne. Era il 21 aprile. Ieri, 9 dicembre, quasi otto mesi dopo, il pargolo ha visto la luce. Si sa, i parti sono spesso lunghi e difficili. Quel che è strano è che in un partito dove correnti e divisioni nascono nel giro di una notte per «partorire» un sottogruppo territoriale ci sia voluto tanto.
Ma tant'è, da ieri il Partito democratico ha creato la sua struttura nordica. I segretari regionali del Pd del nord Italia si sono ritrovati ieri mattina a Bologna e, dopo tre ore di riunione, hanno tenuto a battesimo la nuova creatura. Non il «Partito democratico del nord», probabilmente di sapore troppo padano, ma bensì «Coordinamento delle regioni del nord del Pd». Una scelta sofferta, dopo mesi di tira e molla e di dichiarazioni contrastanti: «Serve un Pd del nord», diceva uno; «No al Pd del nord, sì al Pd federale», rispondeva l'altro; «No al Pd federale, nasce il coordinamento del nord», controbatteva un terzo. E via all'infinito. La scelta del nome, al di là della questione puramente formale, ha segnato sostanzialmente la vittoria della linea del segretario nazionale, riemersa anche nei giorni scorsi durante il botta e risposta con il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che spingeva per una formula che staccasse in maniera molto più netta il partito del nord da quello nazionale, dandogli mani libere su questioni come programmi per le elezioni amministrative e possibili alleanze con forze non amiche a livello nazionale, Lega nord in primis. E non è un caso che ieri il primo cittadino del capoluogo sabaudo si sia rinchiuso sulla questione in un silenzio che sa tanto di rabbia soffocata. Limitandosi a imboccare i cronisti su un suo ipotetico futuro: «Cosa farò al termine del mio secondo mandato da sindaco? Forse il docente universitario».
Chi proprio non ha saputo tenere la bocca chiusa è stato invece l'altro grande sponsor del Partito democratico del nord, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari: «Non è quello che volevo - ha detto bocciando seccamente il neonato coordinamento - quello che ritenevo giusto l'ho già detto mille volte e non lo ripeto». E ha concluso ironico: «A questo punto facciano quello che vogliono, sono stufo di parlare, tanti auguri». Della serie, quella creatura non è mia. Passi «cornuto e mazziato», ma pure contento è troppo. Come non troppo soddisfatta dell'esito conclusivo della vicenda sembra essere anche la sindaca di Genova Marta Vincenzi: «Meglio un coordinamento che niente», si è limitata a bofonchiare. Sottolineando però come alla nascita del coordinamento non sia stato invitato neppure un amministratore locale. «Cosa alquanto strana - ha commentato senza troppo entusiasmo per la nuova creatura - Infatti nel momento in cui si parla di un maggior radicamento del partito nella realtà del territorio sarebbe stato più opportuno ascoltare direttamente la voce degli enti locali».
Un coro entusiasta è arrivato invece da tutti gli altri. A partire dal sindaco di Bologna Sergio Cofferati: «Sono soddisfatto, mi pare una decisione saggia, utile ed importante», ha detto. Il battesimo del fuoco sarà il 9 gennaio a Milano, quando il coordinamento ha organizzato un incontro per parlare della crisi economica. Al mattino insieme ai presidenti di regioni, province e città governate dal Pd; il pomeriggio con i segretari di federazione. Ma c'è chi, come Daniele Marantelli, storico pontiere nei rapporti tra Pd e Lega, si spinge oltre, e venerdì prossimo andrà a Cassano Magnago, paese natale di Umberto Bossi, per promuovere il tesseramento del partito democratico. Un po' come portare il bambino nella tana del lupo, sperando che non venga sbranato.
da: Il Manifesto 10/12/2008
Paola