martedì 27 maggio 2008

Intollerabile

Italo Bocchino (Pdl): "Invitiamo l'opposizione ad essere più matura. Agli aventiniani dico che il conflitto di interessi di Berlusconi è stato risolto dall'elettorato che vuole un'Italia più matura".

Io non sopporto questo tipo di persone, mi fanno andare il sangue alla testa, mi incavolo tremendamente, non riesco proprio a reggerli.

Va da sè, ovviamente, che l'affermazione di Italo Bocchini è totalmente illogica. Se B. ha vinto le elezioni anche e soprattutto per il conflitto d'interesse che lo accompagna da 15 anni, come si fa a dire che le elezioni stesse siano state una risposta al problema? Questo credo che tutti lo capiscano, proprio tutti.

Ciò che mi fa imbestialire è come certa gente non si faccia problemi a fare figure di merda pur di manifestare pubblicamente il proprio ... nei confronti del "padrone". Non si fanno problemi a dire cavolate, sapendo di farle....anche quello è calcolato...

Gente intollerabile, la prima che andrebbe tolta dalla sfera della politica.

martedì 20 maggio 2008

Si sta delineando il dopo-elezioni

Secondo me proprio in questi giorni sta uscendo fuori la realtà del dopo-elezioni, sta calando il sipario dell'apparenza e si sta delineando il reale stato delle cose.

Partirei dai temi nazionali. Primo fra tutti il Governo. Io noto 3 cose:
- Pizza. Ve lo ricordate? Il simbolo della Dc, la causa vinta, il ricorso in Cassazione per rinviare le elezioni. Poi fece un passo indietro, "per senso istituzionale" disse con fierezza. Ed eccolo qua: sottosegretario all'Istruzione, all'Università e alla Ricerca (da Repubblica).
- Baccini. Dice "A titolo personale mi accingo a votare la fiducia al suo governo. La mia scelta avrà delle conseguenze nel mio movimento. E nelle prossime ore comunicherò ai costituenti del movimento le mie dimissioni". Così Mario Baccini comunica il suo voto di fiducia a B. e il suo addio alla Rosa Bianca...è sempre bello stare con chi vince. Faccio notare: neppure un giorno all'opposizione!!!!!!
- Carfagna. Non entro nel merito delle capacità della soubrette, vorrei solo far notare che sicuramente il ministero che meno le poteva addirsi è proprio quello delle Pari Opportunità. Lei che ha basato su di una impari caratteristica (la bellezza) la sua vita.

Detto questo, non ci si ferma agli uomini, ma si è già arrivati anche alle parole:
- "Le badanti, non servono...a parte quelle che già sono in Italia, una cosa è sicura: bisogna fermare il flusso di quelle che verranno...sono sicuro che ci sono tante signore italiane che vorrebbero fare questo mestiere a tempo pieno. Addirittura direi che ce ne sono troppe".Troppe? "Sì. Ed è per questo che anche le italiane andrebbero selezionate. Magari con dei corsi di pronto soccorso. Di assistenza. Delle specializzazioni, insomma", Borghezio.
- "Dico no alla proposta di amministratore unico della Rai. Il servizio pubblico deve essere sotto il controllo del Parlamento. In Italia è sempre stato cosi. Non è immaginabile che sia una sola persona a decidere tutto", Paolo Romani, sottosegretario con delega sulle Comunicazioni.
- "E' naturale, e poi dipende da cosa si dice..." G. Fini a Di Pietro alla Camera.

Questo giusto per far capire che alla fine dei conti non c'è troppa differenza rispetto alla politica degli anni scorsi, tutto questo 'nuovismo' in realtà è più un tentativo congiunto di far sembrare il mondo della politica più pulito, meno litigisioso, più attaccato ai reali problemi dei cittadini. Ma mentre questo è sempre stato il ruolo di chi governava, non lo era assolutamente delle opposizioni. Le opposizioni hanno sempre tratto vantaggio a criticare e argomentare più genericamente di quanto potessero difendersi i Governi, costretti a confrontarsi con la stesura delle leggi (tanto che negli ultimi 15 anni c'è sempre stata l'alternanza passando da una legislatura all'altra). Ora no, ora basta, rivoluziamo il modo di fare opposizione, facciamo i responsabili interlocutori su ogni tema, difendiamo anche gli avversari politici dagli attacchi dei giornalisti. Ma siamo sicuri che tutto ciòsia vantaggioso? Io penso che solo il tempo potrà dirlo, certamente non credo che questo inizio legislatura sia di buon auspicio. Soprattutto se penso che si stanno già cambiando le linee guida della campagna elettorale, si sta passando da un PD a vocazione maggioritaria al riaffacciarsi delle alleanze, forse dimenticandosi quando sia ancora odiata la passata litigiosità della maggioranza di centro-sinistro durante i governi Prodi-D'Alema-Amato. Si inizia a parlare perfino di accordi con quell'UDC della quale fa parte Cuffaro!!! Si fa un Governo ombra con un'età media maggiore di quello reale!!! Forse c'è ancora qualcosa da cambiare, e forse ci sarebbe da conservare e rinvigorire ciò che di buono si era riusciti a raggiungere.
Fosse per me terrei la linea dura sui confini del partito, se qualcuno la pensa molto similmente al PD che confluisca e dia il suo apporto (mi da ancora fastidio il comportamento dell'IDV nel farsi il suo gruppo parlamentare), non che attacchi dall'esterno per prendersi lo 0,6% dei voti (rimanendo poi fuori da ogni sbarramento)!!
E però c'è bisogno anche di qualche profondo cambiamento. Io, come ho già scritto, punterei a far acquistare al PD il giusto potere mediatico così da confrontare B. ad armi almeno confrontabili. Ma molto più importante di questo...il reale radicamento nel territorio. C'è bisogno di radicamento sul territorio. A Genova, come nel resto d'Italia, si stanno manifestando importanti problemi con i rom, e Genova è governata da una giunta di centro-sinistra, ma chi è realmente vicino alle persone? chi tenta di rispondere alle loro domande e prova fattivamente ad aiutarli? La Lega. I leghisti, seppur mossi da principi che non condivido, si sporcano le mani in mezzo alle strade per rispondere ai problemi quotidiani dei cittadini. Forse qualche motivo per il boom della Lega alle ultime elezioni politiche c'è...e allora capiamolo e, muovendoci indirizzati dai nostri valori, agiamo, sporchiamoci le mani, scendiamo in strada.

'...l'uomo saggio impara molte cose dai suoi avversari...'
Aristofane

lunedì 5 maggio 2008

Viaggi e trasformazioni

Ho trascorso 3 fantastici giorni di vacanza tra Roma e Napoli, ho conosciuto tantissime ragazze e ragazzi e ho avuto il piacere di poter discutere con loro. Una volta in più ho potuto cogliere quanto sia vero che comunicare, scambiarsi idee e opinioni, confrontarsi aiuta sempre la persona a capire la società che ti circonda. Altrettanto vero è che ogni tanto anche qualche articolo di giornale ti può far venire qualche dubbio, qualche interrogativo o qualche sospetto: anche quello, molto raramente, può far aprire la mente!!!
In questi giorni, benché non fosse mia intenzione parlare di società e politica, mi sono trovato spesso a dover riproporre la mia tesi secondo la quale l'unica salvezza possibile per l'Italia di oggi è rappresentata da una rivoluzione culturale. La risposta è sempre stata la stessa: troppa ignoranza, troppa televisione, troppo rimbecillimento generale, insomma, impossibile. E qui mi pongo il primo interrogativo. Sono sempre gli altri gli ignoranti e quelli rimbecilliti? Forse sì, ma non ne sarei così sicuro. Sicuramente credo che siamo tutti, sempre e alla pari, condizionati e oggetto della realtà mediatica italiana: tutti sentiamo le stesse cose e solo ogni tanto, magari, ascoltiamo cose diverse. E quindi le diverse risposte che comunque ogni persona propone devono essere parte attiva della persona stessa e non solo pura analisi. Non basta valutare e commentare, bisogna agire divulgare fare. Questa sarebbe la prima goccia di una reale rivoluzione culturale. L'obiettivo potrebbe essere quello di eguagliare la potenza comunicativa dei mezzi d'informazione di massa con la trasmissione di parola cittadina, con l'agire quotidiano, con l'esempio, qualunque siano le idee nelle quali uno crede.
Discorsi ideali, troppo fumosi? Probabilmente…
Beh, tornando al benamato computer, e curiosando sui siti internet dei vari giornali nazionali, mi è capitato di leggere alcuni pezzi sul caso della pubblicazione dei redditi 2005 da parte dell’Agenzia delle Entrate. E così trovo riscontro ad alcune idee: il "principio di trasparenza e l'obbligo di pubblicazione" dei dati fissato dalla legge del 1973 e l"assoluta equivalenza tra lo strumento della carta stampata e Internet".
Ma non solo; c’è un bel pezzo di Beppe Severgnini che riporto testualmente: ‘…Il motivo di perplessità è un altro. Molti cittadini considerano il reddito un «dato riservato», come un'informazione sanitaria o sessuale. Da anni i redditi vengono pubblicati dai giornali di provincia, nel silenzio del Garante e per la goduria dei provinciali. Ma questo non conta, apparentemente. Ora c'è Internet, che rende facile la consultazione. Quindi, stop! Fra trasparenza e riservatezza, tanti italiani scelgono la riservatezza. Molti di loro vanno capiti: perché un modesto 730 dev'essere di dominio pubblico? Anche gli uffici del personale sono irritati: il gioco del «divide et impera», basato sul segreto retributivo, diventa complicato. Ma più di tutti sono scocciati quelli che portano a casa 300 e dichiarano 40. Sono loro l'oggetto della curiosità e dell'indignazione: le migliaia di professionisti che dichiarano poco più della segretaria, non qualche dozzina di calciatori. È la stramba via italiana alla normalità, che passa attraverso le eccezioni. Per ripulire il calcio e la Banca d'Italia, s'è resa necessaria l'indiscutibile barbarie delle intercettazioni. Per arrivare alla decenza fiscale, dobbiamo passare attraverso l'indecenza dei dati in Rete?
Altra via non si vede. Non sono i controlli e le punizioni che spingono uno scandinavo, uno scozzese o un californiano a pagare le tasse. È la pressione sociale. La vergogna d'essere considerato — dai parenti, dai consoci al Lions Club, dagli amici del figlio — un evasore. Uno che costringe un altro a pagare di più. Uno che fornisce al fisco la giustificazione per alzare le aliquote, complicare le norme, aumentare i controlli. Uno che ti sorride, ma ti frega.
Chi s'arrabbia per la pubblicazione dei redditi va capito. Ma prima di regalargli la vostra solidarietà, chiedetegli - privatamente, s'intende - quanto dichiara, quante case ha in giro e che auto tiene in garage. La privacy è importante, ma è altrettanto importante rompere un'imbarazzante tradizione: l'Italia è l'unica, tra le grandi democrazie, dove l'evasione è epidemica…
’.
Mi viene da pensare…l’evasione è sicuramente dovuta ad uno stato culturale diffuso, l’imbarazzo tra le persone è la chiave per risolvere l’evasione (almeno così sembra), un fatto deciso dall’alto (la pubblicazione dei dati) potrebbe provocare interazioni interpersonali che modificano uno sbagliato modo di comportarsi diffuso nella società. Ci sono un po’ di elementi su cui riflettere. Mi potrebbe solleticare l’idea che siamo di fronte ad un seme di rivoluzione. Poi bisognerebbe capire che rivoluzione è, o se è proprio una rivoluzione…ma sicuramente che la decisione di uno, o molto pochi, riesca a modificare il comportamento di tanti, applicando semplicemente una legge, è già qualcosa di importante. Poi discuteremo come chiamarlo.
Il seme, questo seme, sicuramente verrà annientato e distrutto, ma come sempre il seme rappresenta già un’idea, e può solleticare altre idee simili. Sarà vera la risposta di chi mi diceva che è impossibile in Italia una rivoluzione culturale, ma è altrettanto vero che qualcosa di diverso potrà accadere, se anche noi lo sosteniamo.
Staremo a vedere.