venerdì 29 agosto 2008

Accoglienza alla genovese


Esperienza personale, capitata proprio qualche giorno fa!
Nel pomeriggio provo a comprare un biglietto aereo Lufthansa on-line, durante l'perazione viene aggiunto un costo che non capisco. La sera dovevo andare a mangiare a casa di amici che abitano vicino all'aeroporto e allora decido di uscire un pò prima e passare direttamente da lì. h:19.35, aeroporto: aperto, personale all'interno: nessuno, personale di sicurezza: inesistente.L'unica persona all'interno dell'aeroporto di Genova era una donne delle pulizie, null'altro!!!!!! Avessi voluto avrei potuto portare dentro 50000 kg di tritolo su un Tir che nessuno se ne sarebbe accorto. Poi vedo la porta degli uffici di Alitalia aperta, mi ci infilo, giro corridoi, entro nelle stanze, cammino e cammino, poi finalmente mi appaiono 2 persone: sono dipendenti Alitalia del tutto slegati dai servizi aeroportuali. Mi spiegano che alle 19.30 chiude tutto, ma l'aeroporto rimane aperto. Se uno vuole fare un biglietto Alitalia può usare le macchinette automatiche. Bene...
Salta la cena programmata e vado a mangiare fuori con amici, zona porto antico, oramai sono le 11. Ebbene, ben 5 ristoranti erano aperti ma con la cucina già chiusa...dopo un pò riusciamo ad entrare in uno, era a gestione tedesca...abbiamo mangiato bene e speso poco! Tutto è bene quel che finisce bene...

Però mi viene in mente: torta di riso o prenderselo in c..o? ...torta di riso finita...

Poi penso anche: la politica? Gli aeroporti così tanto voluti dagli amministratori locali, dai partiti e dai partitini? La loro gestione? La sicurezza? L'accoglienza turistica? Dov'è Genova? ...e dove vuole andare?

giovedì 28 agosto 2008

Indecenza Alitalia: i soliti finti imprenditori italiani


Solo Scalfari ha provato ieri a spiegarci qualcosa di ciò che sta accadendo su Alitalia. Nessuno a parte lui sembra avere il coraggio di parlare, neppure il PD, e neppure la sinistra "antagonista". Incredibile.
Meno male che una mia collega mi ha fatto notare l'articolo di Scalfari, io ero sbalordito. E lo sono ancora!!! Come potevo capire io l'immensa porcata e vedere che nessun altro ne parlava? Ero io che non ci stavo capendo nulla? No.

Praticamente ci dicono che una serie di persone che amano autodefinirsi imprenditori (sapendo bene di essere solo dei finti imprenditori, quegli imprenditori che investono 3 solo se sono sicuri che da contratto il ritorno sarà di 6...difatti c'è di mezzo lo Stato e la politica!!!) si prenderanno tutto il buono di Alitalia e tra qualche anno se lo rivenderanno. Lo Stato, cioè NOI (ma questo gli italiani ancora non lo hanno capito!!!!!!!!!!!!) si prenderà il marcio e i debiti (causati per il 99% dalle gestioni dei governi di centro-destra e dalla lungimiranza dei sindacati!!!). E poi magari dovremmo anche essere contenti per avere ancora una compagnia di BANDIERA!!!! Ve lo ricordate per esempio il prestito ponte? Erano soldi destinati alla ricerca e dirottati ad Alitalia, soldi nostri!! Persi...Sapete chi sono tanti di quei finti imprenditori? Personaggi che hanno già speculato alle nostre spalle e ora hanno deciso di prenderci ancora un pò per il culo!!! Come si può ancora sopportare la famiglia Benetton??? Quanto ha già fatto del male Riva in certe parti d'Italia?
Poi la cosa ridicola sono i politici di destra: nessuno rimarrà a casa, i piccoli azionisti saranno tutelati, ecc. Ma chi tutela gli italiani? Perchè gli italiani devono pagare per colpa di politici, di pessimi amministratori e di sindacalisti accecati? Io sono per scendere in piazza, io non voglio pagare più tasse perchè Riva, Benetton, Provera, e gli altri porci possano mettersi in tasca altri soldi.

Alitalia è un'azienda fallita, deve chiudere e basta. Ci perderemmo anche così, ma almeno ci sarebbe una parola fine. E a qualcuno non sta bene, preferisce ovviamente lucrare ancora!

mercoledì 27 agosto 2008

Secessione siciliana...

La regione Sicilia fa schifo. Fa tantissimo schifo. E' un'indecenza che perdura da decine di anni.
Io è tanto tempo che sostengo che a livello meramente campanilistico ci vorrebbe la seccessione, dovremmo chiederla al fine di fargli capire che ci hanno rotto i coglioni, distrutti, sfracellati. Sono di nuovo usciti una serie di dati agghiaccianti. Per farne solo un esempio...nel triennio 2005-2007 l'indennità di carica per i componenti della giunta regionale siciliana è aumentata del 114,77% (mentre Romano Prodi tagliava del 30% il suo stipendio e quello di tutti gli altri componenti del governo di centro sinistra...ma quello la gente se lo è già dimenticato!!!!!), la spesa per l'indennità degli assessori siciliani più che raddoppiata (per chi volesse approfondire: http://www.corriere.it/politica/08_agosto_27/sicilia_assessori_aumenti_115_per_cento_c45332e8-73e8-11dd-97d8-00144f02aabc.shtml) E andiamo avanti. Anzi indietro, intanto se ne strafregano, sono loro gli intelligenti che ci rubano i soldi, e poi vanno in televisione a sostenere assurdità...e ce li dobbiamo cuccare anche lì...Cuffaro e Lombardo: schifosi.

martedì 26 agosto 2008

OBAMA




Ovvio, lo voterei.
Nero, simpatico, con una famiglia simpatica, convincente, erede di Kennedy...rappresenta il sogno americano, è piacevole da ascoltare, vuole rivoluzionare il mondo, risollevare l'economia americana, ecc...

Tutto bello, bellissimo...

...a me sinceramente manca il come...non riesco proprio bene a capire il suo programma, anzi proprio non ho compreso neppure le linee guida su tante tematiche.

La domanda è: non passa il messaggio, non si vuole andare in profondità o non c'è fondo?

Una cosa è certa: non serve far passare troppi messaggi, dare troppe informazioni, spiegare o proporre possibili strade...Non serve e non lo fa.

domenica 24 agosto 2008

Amo Napoli...

...non solo per questo!!!

giovedì 21 agosto 2008

Perchè????????????????

Il comitato olimpico internazionale respinge la richiesta della delegazione spagnola, che voleva ricordare le vittime dell'incidente all'aeroporto di Madrid. Vietato sia il lutto al braccio sia la bandiera a mezz'asta.

Perchè????????????????

mercoledì 20 agosto 2008

Estate e Georgia

Bella la politica d'estate, quando tutti i principali esponenti politici se ne stanno in vacanza e se ne fregano di tutto e di tutti! Bello, si sentono dire molte meno st.....te!!

Però ogni tanto viene anche da pensare...ogni tanto!

I pugili a Pechino si divertono ad insultare (meritatamente) i ministri!!! e fin qui poco male. Ma la Georgia? Cosa sta dicendo l'Italia sulla Georgia? Il governo? L'opposizione? Fossimo a Dicembre, con la gente che guarda i telegiornali e legge i giornali sarebbe sicuramente diventato anche quello un argomento per raccimulare voti e denigrare l'avversario. Starebbero tutti a parlare di Georgia, di come intervenire, di Russia, di Putin, di amici...e che amici! Ora nulla, un buco nero.

Gli elettori attenti non ci sono, sono in vacanza e allora nulla! Non sta accadendo nulla.

E i politici tra il sole e la Georgia cosa preferiscono?

venerdì 15 agosto 2008

Voglio anch'io camminare sulle acque

Il sindaco di Riccione "ha camminato sulle acque"!!! Come ha fatto? Fluidi chiamati non newtoniani: sono fluidi che variano la propria viscosità quando vengono sollecitati da una forza esterna e possono variarla diventando più liquidi o più viscosi. Il liquido usato era amido di mais, acqua e colorante blu e l'effetto è stato proprio quello di camminare sull'acqua.Quando la miscela di acqua e amido viene colpita da un pugno, o dal passo di chi ci corre sopra diventa solida all'istante per poi tornare liquida nell'istante successivo. Questo avviene perché le particelle di amido di mais sono molto irregolari e s'incastrano tra loro.L'esperimento è stato condotto in un'apposita piscina lunga 5 metri, larga 3 e profonda uno.
Voglio farlo anch'io!!! Chi è disposto con me a "raccimulare" amido di mais????????????

mercoledì 30 luglio 2008

Alitalia e Unità

" Alitalia, il piano di Berlusconi:«Sindacati zitti, 5 mila licenziati»
Il piano c'è: per salvare Alitalia si tagliano cinquemila posti di lavoro. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo mesi di vaghezza e silenzi sulla questione, parla della possibile soluzione alla crisi della compagnia aerea italiana. Lo fa durante una cena con i senatori del Pdl e, tra una portata e l'altra, dà i numeri: cinquemila esuberi, novanta nuovi aerei. E se i sindacati intervengono minaccia,«salta tutto». "

Questa la notizia in prima pagina sul sito dell’Unità…qualche volta mi fa ancora piacere leggerla…(anche se poi in realtà leggo solo la striscia rossa!!!!)

Di fatto secondo me l’Unità (per non tirare in ballo direttamente i singoli) non ha ancora capito nulla!!! E’ fonte di clamorose risate per coloro di destra che si affacciano a curiosare e di stranimento per quelli di sinistra…ma proprio di tutte le sinistre!!!

Ci sono un po’ di punti sui quali non c’è più tanto da discutere:
- Alitalia fa schifo ed ha una gestione ridicola,
- per salvarla, qualsiasi accordo si faccia, ci vorranno tanti tanti esuberi e nuovi investimenti,
- per risollevare le sorti di una un’azienda sul baratro (anche se a dire il vero è già crollata) serve il pugno duro,
- nel caso Alitalia i sindacati hanno gravissime responsabilità e hanno dimostrato clamorosa miopia, puntando sempre e solo ai privilegi dei lavoratori e dimenticandosi delle sorti della società…non pensando che se la società va male prima o poi ne pagheranno dazio anche i lavoratori…

Questa analisi, giusta o sbagliata che sia, è ciò che l’opinione pubblica vede in Alitalia.

Ora rileggetevi la presentazione dell’Unità sul caso Alitalia…

La cosa che mi fa tremendamente imbestialire è che invece la sinistra sul caso Alitalia non si può dire si sia comportata male, anzi:
- la trattativa con Air France saltò per merito di B.,
- la situazione attuale è principalmente dovuta alla gestione societaria negli anni dei governi B.,
- Prodi e Padoa Schippa si comportarono sempre alla luce del sole e nel modo migliore possibile,
- per favorire le possibili cordate di B. sono arrivati al prestito ponte (su questo ci sarebbe da discutere!!!)

E invece mediaticamente è tutto tutto tutto diverso…anche grazie all’Unità……….

lunedì 16 giugno 2008

Scienza, politica e rifiuti napoletani...

Viviamo in un'Italia e in un mondo dove risulta sempre più difficile capire cosa pensa la comunità scientifica su tantissimi argomenti. Non faccio riferimento alle posizioni sulla morale e sull'etica, ma proprio alle valutazioni prettamente scientifiche. E non solo su questioni recenti, anche su quelle datate, quelle con le quali ormai conviviamo da decenni. Per fare qualche esempio, qual è l'incidenza dell'utilizzo dei cellulare sulla nostra salute? Ma anche, qual è l'incidenza delle antenne radio? Qual è l'incidenza dell'inquinamento stradale? e poi qual è l'incidenza della spazzatura nelle strade di Napoli sui napoletani? Guardando qualche trasmissione in merito si ascoltano decine e decine di pareri contrapposti, e ognuno ritiene di essere l'unico possessore della verità. E' fuor di dubbio che in quel caso l'errore sia dei giornalisti che conducono le trasmissioni dando ascolto a chiunque passi vicino ad un microfono...ma secondo me c'è di peggio...

Il discorso si sposta sul lato istituzionale, su chi deve prendere posizione e decisioni. Io credo che costoro debbano usare unicamente informazioni e dati "istituzionali" o "istituzionalizzati". Così chi governa o chi coordina e gestisce le cose pubbliche dovrebbe ascoltare non tutti gli scienziati del mondo, ma solo gli scienziati del CNR o di organi ed enti scientifici istituzionali. A questi si devono chiedere relazioni e analisi e solo su quelle ci si deve basare. Loro hanno la responsabilità di dare informazione scientifica corretta a chi l'informazione scientifica deve usare per decidere sulla collettività. Tutti gli altri non esistono. Ciò vuol dire che un politico non dovrebbe poter chiedere la consulenza di uno scienziato esterno, per quanto illustre e premiato, se costui non lavora per lo Stato. La risposta della "scienza" ad una questione che attiene alla collettività deve essere univoca e chiara. Chi risponde all'esigenza collettiva deve essere quella stessa scienza pagata dalla collettività, quella scienza che non dovrebbe avere interessi privati e deviati: la scienza istituzionalizzata.

Premesso tutto ciò, risulta evidente che la spazzatura lasciata per strada a Napoli faccia male alla salute, tanto o poco che sia: è un dato di fatto. E quindi il dovere del gestore della cosa pubblica è risolvere il problema usando la soluzione migliore a fini pubblici, non per forza quella scientificamente tecnologicamente migliore. Faccio un esempio molto banale (e brutalmente semplificato) per spiegarmi meglio. Supponiamo vi siano due tipi di inceneritori da poter costruire, l'uno con rendimento (considerate il "rendimento" per semplicità un parametro riassuntivo della validità scientifica dell'impianto) al 90 % e realizzabile in 8 anni, l'altro con rendimento all'80 %, ma realizzabile in 1 anno. Non vi dovrebbero essere dubbi per chi deve decidere del bene pubblico, la soluzione sicuramente migliore è la seconda, è quella che massimizza la diminuzione di disagio, è un ottimo relativo, ma pur sempre ottimo. In Italia, invece, spesso assistiamo a campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica basate totalmente e faziosamente su dati scientifici, spesso anche errati o presentati dentenziosamente. Credo che questo modo di fare debba essere combattuto ed "emarginato" dalle nostre piazze. Secondo me l'informazione sulla quale basarsi deve essere quella corretta perchè "istituzionale", la scelta decisionale (basata su informazione corretta), invece, deve essere solo quella migliore per minimizzare il disagio. Questo vuol dire che potrebbe anche essere che sia più opportuno aprire una discarica invece che un inceneritore di ultima generazione benchè sappiamo che la seconda sarebbe la soluzione "tecnicamente" migliore. E' ovvio aggiungere che poi ogni decisione sul breve termine deve essere completata con una di maggior spessore per le gestione del medio-lungo termine e proprio quelle devono essere influenzate principalmente dalla valutazione scientifica. (Questo non vuole essere un giudizio su decisioni che sono state prese, vuole essere solo un'analisi sul modo di procedere nelle scelte che coinvolgono la res publica)

La cosa veramente assurda dell'Italia e della classe dirigente italiana è che per tantissimi problemi, compreso quello dei rifiuti, ci sarebbero semplici leggi e regole da importare dai paesi civilmente più evoluti (so che questa è una affermazione forte, ma ogni tanto in parte è anche vera) che migliorerebbero tante situazioni, ma vengono ignorate...secondo me in molti casi anche volontariamente... Così se si va in Svezia (come in quasi tutto il nord Europa) si nota che per legge tutte le bottiglie di plastica o di latta hanno un numerino inciso sulla struttura; esso indica quante corone ti vengono restituite se tu riporti il vuoto in apposite strutture per la raccolta differenziata o nei supermercati nei quali si è comprato il prodotto (ovviamente lo stesso valore è caricato sul prezzo di vendita al consumatore, senza recare danno economico al produttore). Questa semplicissima norma certamente favorisce la pulizia delle città e aiuta anche le persone che magari, non trovando lavoro, decidono di fare gli "spazzini aggiunti" e passano la giornata a raccogliere per strada o alle feste i vuoti che poi si vanno a rivendere...raccimulando non pochi soldi. Ora la domanda che sorge spontanea è: quanto tempo ci vorrebbe per importare la stessa cosa in Italia? Secondo me pochissimo...ma forse proprio non si vuole...

Ma ci sono altre idee forse ancor più elementari e logiche. E' risaputo che la maggior parte dei rifiuti sono imballaggi e involucri di prodotti che compriamo. Perchè non favorire chi li riduce? O svantaggiare chi ne produce troppi? Perchè non si può fare una valutazione di quanto imballaggio necessità un prodotto per essere trasportato e venduto, e chi supera il limite paga una tassa aggiuntiva?...perchè invece di studiare come gestire la spazzatura una volta creata non pensiamo a come non crearne? Perchè la Coop produce e vende dentifrici senza scatola aggiunta e non possono farlo anche gli altri produttori? Perchè non ci si muove sul piano della legiferazione? Troppo difficile?

martedì 3 giugno 2008

Delusi

In molti siamo delusi. Chi dai politici, chi dai giornalisti, chi dalla giustizia, chi da altri. Insomma un pò da tutti. Ma secondo me la cosa che più ci rende delusi è il marcio che tanti di noi vedono quotidianamente intorno a loro. Il vero seme della delusione che spesso proviamo è ciò che vediamo con i nostri occhi, come si comportano tanti concittadini, quelli che ci passano vicino per la strada, come lavorano certe persone, magari con le quali abbiamo a che fare ogni giorno, cosa dicono certi conoscenti o persone che magari vediamo per la prima volta. E poi alla fine per giustificare questo dilagante sentire si dà la colpa ai politici. E i politici di colpe ne hanno e molte.
Io penso, però, che un passo più avanzato sarebbe criticare le persone e definirne la loro percezione anche in funzione del ruolo sociale e del lavoro che loro hanno. Mi spiego meglio...così potrei essere pericolosamente frainteso...
Ritengo che un poliziotto che lascia scappare un ladro abbia commesso un gesto tanto ignobile quanto uno spazzino che non pulisce la strada o un elettricista che frega il cliente. Ogni gesto deve essere rapportato a ciò che si sarebbe dovuto fare, e non deve essere considerato in "valore assoluto". Credo che un insegnante che non insegna ai propri alunni abbia gli stessi torti lavorativi del politico che non risponde alle esigenze del cittadino. In altre parole sostengo che non sia giusto sempre dare tutti i torti a chi dirige, ma, lavorativamente parlando, bisogna relazionarsi a ciò che una persona dovrebbe fare.
Io vedo il lavoro come un contratto non solo tra lavoratore e datore di lavoro, ma tra persona e società. Ognuno lavorando ha un ruolo e perchè la società migliori un pò c'è bisogno che ognuno faccia bene il proprio lavoro, che esso sia molto importante o "meno"...che poi, alla fine, tutti i lavori sono importanti.
Discorso un pò diverso forse si può fare per il valore sociale che un lavoro può avere. Certamente se il consumo energetico di una scheda è un pò minore rispetto a quello che avrebbe potuto avere se fosse stata ottimizzata correttamente, l'impatto sociale sarà pressochè nullo; sicuramente infinitesimamente minore rispetto a un politico che fa male il suo lavoro. Questo concetto è vero, e però, secondo me, in questo periodo storico è un pò troppo sfruttato. Sfruttato anche e soprattutto per giustificare quello che i nostri occhi spesso ci mostrano.
Ognuno deve prima di tutto pensare a fare bene il suo, e se tutti lo facessimo, ci sarebbero molti meno problemi in giro...

martedì 27 maggio 2008

Intollerabile

Italo Bocchino (Pdl): "Invitiamo l'opposizione ad essere più matura. Agli aventiniani dico che il conflitto di interessi di Berlusconi è stato risolto dall'elettorato che vuole un'Italia più matura".

Io non sopporto questo tipo di persone, mi fanno andare il sangue alla testa, mi incavolo tremendamente, non riesco proprio a reggerli.

Va da sè, ovviamente, che l'affermazione di Italo Bocchini è totalmente illogica. Se B. ha vinto le elezioni anche e soprattutto per il conflitto d'interesse che lo accompagna da 15 anni, come si fa a dire che le elezioni stesse siano state una risposta al problema? Questo credo che tutti lo capiscano, proprio tutti.

Ciò che mi fa imbestialire è come certa gente non si faccia problemi a fare figure di merda pur di manifestare pubblicamente il proprio ... nei confronti del "padrone". Non si fanno problemi a dire cavolate, sapendo di farle....anche quello è calcolato...

Gente intollerabile, la prima che andrebbe tolta dalla sfera della politica.

martedì 20 maggio 2008

Si sta delineando il dopo-elezioni

Secondo me proprio in questi giorni sta uscendo fuori la realtà del dopo-elezioni, sta calando il sipario dell'apparenza e si sta delineando il reale stato delle cose.

Partirei dai temi nazionali. Primo fra tutti il Governo. Io noto 3 cose:
- Pizza. Ve lo ricordate? Il simbolo della Dc, la causa vinta, il ricorso in Cassazione per rinviare le elezioni. Poi fece un passo indietro, "per senso istituzionale" disse con fierezza. Ed eccolo qua: sottosegretario all'Istruzione, all'Università e alla Ricerca (da Repubblica).
- Baccini. Dice "A titolo personale mi accingo a votare la fiducia al suo governo. La mia scelta avrà delle conseguenze nel mio movimento. E nelle prossime ore comunicherò ai costituenti del movimento le mie dimissioni". Così Mario Baccini comunica il suo voto di fiducia a B. e il suo addio alla Rosa Bianca...è sempre bello stare con chi vince. Faccio notare: neppure un giorno all'opposizione!!!!!!
- Carfagna. Non entro nel merito delle capacità della soubrette, vorrei solo far notare che sicuramente il ministero che meno le poteva addirsi è proprio quello delle Pari Opportunità. Lei che ha basato su di una impari caratteristica (la bellezza) la sua vita.

Detto questo, non ci si ferma agli uomini, ma si è già arrivati anche alle parole:
- "Le badanti, non servono...a parte quelle che già sono in Italia, una cosa è sicura: bisogna fermare il flusso di quelle che verranno...sono sicuro che ci sono tante signore italiane che vorrebbero fare questo mestiere a tempo pieno. Addirittura direi che ce ne sono troppe".Troppe? "Sì. Ed è per questo che anche le italiane andrebbero selezionate. Magari con dei corsi di pronto soccorso. Di assistenza. Delle specializzazioni, insomma", Borghezio.
- "Dico no alla proposta di amministratore unico della Rai. Il servizio pubblico deve essere sotto il controllo del Parlamento. In Italia è sempre stato cosi. Non è immaginabile che sia una sola persona a decidere tutto", Paolo Romani, sottosegretario con delega sulle Comunicazioni.
- "E' naturale, e poi dipende da cosa si dice..." G. Fini a Di Pietro alla Camera.

Questo giusto per far capire che alla fine dei conti non c'è troppa differenza rispetto alla politica degli anni scorsi, tutto questo 'nuovismo' in realtà è più un tentativo congiunto di far sembrare il mondo della politica più pulito, meno litigisioso, più attaccato ai reali problemi dei cittadini. Ma mentre questo è sempre stato il ruolo di chi governava, non lo era assolutamente delle opposizioni. Le opposizioni hanno sempre tratto vantaggio a criticare e argomentare più genericamente di quanto potessero difendersi i Governi, costretti a confrontarsi con la stesura delle leggi (tanto che negli ultimi 15 anni c'è sempre stata l'alternanza passando da una legislatura all'altra). Ora no, ora basta, rivoluziamo il modo di fare opposizione, facciamo i responsabili interlocutori su ogni tema, difendiamo anche gli avversari politici dagli attacchi dei giornalisti. Ma siamo sicuri che tutto ciòsia vantaggioso? Io penso che solo il tempo potrà dirlo, certamente non credo che questo inizio legislatura sia di buon auspicio. Soprattutto se penso che si stanno già cambiando le linee guida della campagna elettorale, si sta passando da un PD a vocazione maggioritaria al riaffacciarsi delle alleanze, forse dimenticandosi quando sia ancora odiata la passata litigiosità della maggioranza di centro-sinistro durante i governi Prodi-D'Alema-Amato. Si inizia a parlare perfino di accordi con quell'UDC della quale fa parte Cuffaro!!! Si fa un Governo ombra con un'età media maggiore di quello reale!!! Forse c'è ancora qualcosa da cambiare, e forse ci sarebbe da conservare e rinvigorire ciò che di buono si era riusciti a raggiungere.
Fosse per me terrei la linea dura sui confini del partito, se qualcuno la pensa molto similmente al PD che confluisca e dia il suo apporto (mi da ancora fastidio il comportamento dell'IDV nel farsi il suo gruppo parlamentare), non che attacchi dall'esterno per prendersi lo 0,6% dei voti (rimanendo poi fuori da ogni sbarramento)!!
E però c'è bisogno anche di qualche profondo cambiamento. Io, come ho già scritto, punterei a far acquistare al PD il giusto potere mediatico così da confrontare B. ad armi almeno confrontabili. Ma molto più importante di questo...il reale radicamento nel territorio. C'è bisogno di radicamento sul territorio. A Genova, come nel resto d'Italia, si stanno manifestando importanti problemi con i rom, e Genova è governata da una giunta di centro-sinistra, ma chi è realmente vicino alle persone? chi tenta di rispondere alle loro domande e prova fattivamente ad aiutarli? La Lega. I leghisti, seppur mossi da principi che non condivido, si sporcano le mani in mezzo alle strade per rispondere ai problemi quotidiani dei cittadini. Forse qualche motivo per il boom della Lega alle ultime elezioni politiche c'è...e allora capiamolo e, muovendoci indirizzati dai nostri valori, agiamo, sporchiamoci le mani, scendiamo in strada.

'...l'uomo saggio impara molte cose dai suoi avversari...'
Aristofane

lunedì 5 maggio 2008

Viaggi e trasformazioni

Ho trascorso 3 fantastici giorni di vacanza tra Roma e Napoli, ho conosciuto tantissime ragazze e ragazzi e ho avuto il piacere di poter discutere con loro. Una volta in più ho potuto cogliere quanto sia vero che comunicare, scambiarsi idee e opinioni, confrontarsi aiuta sempre la persona a capire la società che ti circonda. Altrettanto vero è che ogni tanto anche qualche articolo di giornale ti può far venire qualche dubbio, qualche interrogativo o qualche sospetto: anche quello, molto raramente, può far aprire la mente!!!
In questi giorni, benché non fosse mia intenzione parlare di società e politica, mi sono trovato spesso a dover riproporre la mia tesi secondo la quale l'unica salvezza possibile per l'Italia di oggi è rappresentata da una rivoluzione culturale. La risposta è sempre stata la stessa: troppa ignoranza, troppa televisione, troppo rimbecillimento generale, insomma, impossibile. E qui mi pongo il primo interrogativo. Sono sempre gli altri gli ignoranti e quelli rimbecilliti? Forse sì, ma non ne sarei così sicuro. Sicuramente credo che siamo tutti, sempre e alla pari, condizionati e oggetto della realtà mediatica italiana: tutti sentiamo le stesse cose e solo ogni tanto, magari, ascoltiamo cose diverse. E quindi le diverse risposte che comunque ogni persona propone devono essere parte attiva della persona stessa e non solo pura analisi. Non basta valutare e commentare, bisogna agire divulgare fare. Questa sarebbe la prima goccia di una reale rivoluzione culturale. L'obiettivo potrebbe essere quello di eguagliare la potenza comunicativa dei mezzi d'informazione di massa con la trasmissione di parola cittadina, con l'agire quotidiano, con l'esempio, qualunque siano le idee nelle quali uno crede.
Discorsi ideali, troppo fumosi? Probabilmente…
Beh, tornando al benamato computer, e curiosando sui siti internet dei vari giornali nazionali, mi è capitato di leggere alcuni pezzi sul caso della pubblicazione dei redditi 2005 da parte dell’Agenzia delle Entrate. E così trovo riscontro ad alcune idee: il "principio di trasparenza e l'obbligo di pubblicazione" dei dati fissato dalla legge del 1973 e l"assoluta equivalenza tra lo strumento della carta stampata e Internet".
Ma non solo; c’è un bel pezzo di Beppe Severgnini che riporto testualmente: ‘…Il motivo di perplessità è un altro. Molti cittadini considerano il reddito un «dato riservato», come un'informazione sanitaria o sessuale. Da anni i redditi vengono pubblicati dai giornali di provincia, nel silenzio del Garante e per la goduria dei provinciali. Ma questo non conta, apparentemente. Ora c'è Internet, che rende facile la consultazione. Quindi, stop! Fra trasparenza e riservatezza, tanti italiani scelgono la riservatezza. Molti di loro vanno capiti: perché un modesto 730 dev'essere di dominio pubblico? Anche gli uffici del personale sono irritati: il gioco del «divide et impera», basato sul segreto retributivo, diventa complicato. Ma più di tutti sono scocciati quelli che portano a casa 300 e dichiarano 40. Sono loro l'oggetto della curiosità e dell'indignazione: le migliaia di professionisti che dichiarano poco più della segretaria, non qualche dozzina di calciatori. È la stramba via italiana alla normalità, che passa attraverso le eccezioni. Per ripulire il calcio e la Banca d'Italia, s'è resa necessaria l'indiscutibile barbarie delle intercettazioni. Per arrivare alla decenza fiscale, dobbiamo passare attraverso l'indecenza dei dati in Rete?
Altra via non si vede. Non sono i controlli e le punizioni che spingono uno scandinavo, uno scozzese o un californiano a pagare le tasse. È la pressione sociale. La vergogna d'essere considerato — dai parenti, dai consoci al Lions Club, dagli amici del figlio — un evasore. Uno che costringe un altro a pagare di più. Uno che fornisce al fisco la giustificazione per alzare le aliquote, complicare le norme, aumentare i controlli. Uno che ti sorride, ma ti frega.
Chi s'arrabbia per la pubblicazione dei redditi va capito. Ma prima di regalargli la vostra solidarietà, chiedetegli - privatamente, s'intende - quanto dichiara, quante case ha in giro e che auto tiene in garage. La privacy è importante, ma è altrettanto importante rompere un'imbarazzante tradizione: l'Italia è l'unica, tra le grandi democrazie, dove l'evasione è epidemica…
’.
Mi viene da pensare…l’evasione è sicuramente dovuta ad uno stato culturale diffuso, l’imbarazzo tra le persone è la chiave per risolvere l’evasione (almeno così sembra), un fatto deciso dall’alto (la pubblicazione dei dati) potrebbe provocare interazioni interpersonali che modificano uno sbagliato modo di comportarsi diffuso nella società. Ci sono un po’ di elementi su cui riflettere. Mi potrebbe solleticare l’idea che siamo di fronte ad un seme di rivoluzione. Poi bisognerebbe capire che rivoluzione è, o se è proprio una rivoluzione…ma sicuramente che la decisione di uno, o molto pochi, riesca a modificare il comportamento di tanti, applicando semplicemente una legge, è già qualcosa di importante. Poi discuteremo come chiamarlo.
Il seme, questo seme, sicuramente verrà annientato e distrutto, ma come sempre il seme rappresenta già un’idea, e può solleticare altre idee simili. Sarà vera la risposta di chi mi diceva che è impossibile in Italia una rivoluzione culturale, ma è altrettanto vero che qualcosa di diverso potrà accadere, se anche noi lo sosteniamo.
Staremo a vedere.

martedì 29 aprile 2008

SI CHIUDE IL CERCHIO…ED ORA UNA TELEVISIONE

Con la giornata di ieri si è chiuso il cerchio, ed ora abbiamo tutti i dati che ci servono per poter analizzare cos’è successo, perché è successo e cosa si può e si deve fare nel prossimo futuro.
Io ho certe convinzioni molto radicate, magari mi sbaglierò, ma è ciò che penso. Veltroni ha perso nettamente da B.; Rutelli, se si può, ancora peggio da Alemanno.
La sconfitta di Roma si può analizzare da diverse prospettive e sicuramente ha svariate cause. Tra queste ce n’è una che, seppur probabilmente non è stata quella fondamentale, sicuramente ha inciso. E’ la nazionalizzazione di un evento locale. O meglio, l’incisività che la destra è riuscita a portare nella campagna elettorale locale sfruttando le stesse carte che solitamente usa per le elezioni politiche. Televisioni, trasmissioni “politicizzate”, strumentalizzazioni alle quali il centro-sinistra e la sinistra non sono in grado di rispondere.
Ciò mi porta a credere, ancora una volta che il filo conduttore di questi 15 anni di politica italiana sia l’impossibilità (o la totale difficoltà) della sinistra e del centro sinistra di far passare il proprio messaggio agli elettori, l’impossibilità rispetto ad una destra che invece ha il potere assoluto dell’informazione, di condizionamento dell’opinione pubblica, e di instradamento e controllo delle tematiche sulle quali giocarsi le elezioni. Le vittorie del centro-sinistra negli ultimi 15 anni sono state o a livello locale (dove l’informazione nazionale ha potuto meno influenzare l’elettorato ed influire sul voto) o molto sofferte. La prima causa di tutto ciò, secondo me, è la disparità di mezzi di comunicazione.
E’ vero che uno può vincere con proposte migliore, candidati più credibili, e maggiore senso dello Stato. E’ altrettanto vero che quell’uno vincerà con un distacco molto minore se contro ha colui che interferisce tra se e il cittadino.
Allora la sinistra ed il centro sinistra devono porsi una domanda. E’ il caso di riiniziare i processi di riorganizzazione politica, di cambiamento nelle modalità di scelta degli uomini, di individuazione di nuovi punti programmatici sui quali puntare, oppure forse è il caso di concentrarsi su una nuova struttura comunicativa? Ovviamente la risposta più corretta sarebbe ‘entrambe’, oppure quelle risposte del tipo ‘l’una attività incide sull’altra’ . Ebbene, secondo me, arrivati al giorno d’oggi, incamerate le terribili sconfitte delle ultime due settimane, è venuto il momento di lavorare alla ricerca di potere mediatico. E il potere mediatico in Italia passa ancora quasi esclusivamente nelle mani della televisione.
So che sarà difficile essendoci B. al governo, so che le leggi attualmente in vigore in Italia non facilitano la sfida, ma tale sfida deve essere accettata, recepita e vinta. Il centrosinistra e la sinistra devono puntare ad avere televisioni, esattamente come le ha B. per far passare il proprio messaggio e denigrare quello dell’avversario. Il centrosinistra e la sinistra devono cercare l’aiuto dell’Europa, lo sfruttamento delle reti locali (come invece alle ultime elezioni ha fatto sempre B.), devono muoversi con qualunque mezzo al fine di accrescere il proprio potere comunicativo. Solo dopo potranno tornare a parlare di programmi, di candidati, di ideali. La cosa migliore, come da anni si dice, sarebbe quella di aprire il sistema televisivo del nostro paese al libero mercato, avere tante emittenti, avere pluralità d’informazione, avere trasmissioni e programmi di ogni parte politica. Tutto ciò, però, fino ad oggi non è accaduto, e non accadrà neppure in futuro con un governo B. alla guida del Paese. E allora, secondo me, il centrosinistra e la sinistra si devono mettere anima e corpo a combattere per questo obiettivo: potere comunicativo.