"Non mi dimetto". Lo ha detto, secondo quanto si apprende, Riccardo Villari ai capigruppo, riuniti nell'ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza.
"Immediatamente dopo la nomina, a dispetto dell'alto ruolo di garanzia conferito, è iniziata all'indirizzo del presidente democraticamente eletto una lunga sequela di pressioni, minacce e offese inaccettabili per chiunque e pericolose per un parlamentare che esercita il mandato affidato dal popolo".
"Gli insulti indirizzati a me hanno colpito frontalmente il Parlamento. Per queste considerazioni decido di mantenere il ruolo di presidente della commissione di Vigilanza Rai che mi è stato affidato colo voto di parlamentari che hanno legittimamente svolto la loro funzione". Così Riccardo Villari, nella sua nota scritta consegnata al termine della seduta.
INDECENTE. Non basta quanto si sta facendo, bisognerebbe prenderlo a sberle!
giovedì 20 novembre 2008
VILLARI INDECENTE
mercoledì 19 novembre 2008
Leggere e riflettere.....seconda parte
Semaforo rosso
Sentendo parlare della crisi finanziaria Giulio Tremonti, così colto ed etico, vien quasi voglia di dargli ragione. Ma la realtà dei provvedimenti degli ultimi anni è diversa
Giulio Tremonti
Per questo si devono vietare i paradisi legali". Insomma occorre tornare a "princìpi simili a quelli del New Deal". Poesia pura. Ma chi varò, nel 2001, lo 'scudo fiscale' che consentiva agli esportatori di capitali e alle grandi organizzazioni criminali di rimpatriare i loro miliardi dai paradisi fiscali, in forma anonima e pagando il 2,5 per cento allo Stato? Sempre Tremonti. E chi, secondo la Kpmg e i giudici di Milano, nascondeva 64 società extrabilancio nei paradisi fiscali? Silvio Berlusconi, il capo di Tremonti. Un sistema, più che da New Deal, da New Dillinger. Ora però il ministro convertito ha la grande occasione di redimersi. Basta infilare nella legge salva-banche una clausoletta di due-righe-due: niente aiuti di Stato agli istituti impegnati in paesi offshore o che prestino denaro a società con filiali caraibiche.
Gliel'ha suggerito il pm Francesco Greco sulla 'Stampa', dopo aver chiesto 13 anni per Calisto Tanzi e spiegato come il crack Parmalat sarebbe stato impossibile senza i paradisi fiscali e la totale mancanza di controlli: "Chi ha accettato i meccanismi di (non) tassazione delle stock options e delle operazioni in paradisi fiscali?". Già, indovinate un po' chi è stato. All'ultimo vertice europeo, quando Sarkozy ha annunciato guerra aperta ai paradisi fiscali, Berlusconi - restando serio - gli è andato dietro: "I paradisi fiscali sono illegali, e noi da sempre siamo assolutamente contrari, sono scappatoie punibili dalla legge. Combatteremo l'evasione fiscale".
Parola di intenditore, imputato nel processo Mediaset (appena sospeso dal lodo Alfano) per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita, con l'accusa di aver gonfiato i costi di film acquistati negli Usa facendoli fittiziamente passare da una società offshore all'altra. Intanto a New Haven (Connecticut) sta per chiudersi il processo ai manager dei colossi assicurativi Aig e General Re: accusati di frode, falso in bilancio e false comunicazioni all'autorità di Borsa, gli imputati rischiano addirittura l'ergastolo. In Italia, grazie alla controriforma dei reati societari, rischierebbero al massimo una prescrizione. E chi era ministro dell'Economia nel 2002, ai tempi della controriforma? Tremonti. Quello che ora invoca semafori, vigili e multe. Che fa, concilia?
lunedì 17 novembre 2008
Primo caso di "falso in curriculum"
Volevo segnalare un articolo molto interessante pubblicato questa settimana sull’espresso e riferito all’attuale Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, On. Prof. Renato Brunetta (qui).
Segnalo l’articolo perché a mio modo di vedere, fa emergere un nuovo aspetto interessante della nostra politica e rappresenta un unicum nel suo genere. Siamo infatti ormai abituati e direi anche con rammarico vaccinati alle classiche inchieste che portano alla luce passati poco edificanti dei nostri rappresentanti politici (processi, truffe, tangenti, conflitti di interessi etc) ma mancava ancora al già vasto repertorio il “falso in curriculum”. Si, potremmo definirlo proprio così, perché l’On. Prof. Renato Brunetta che da tempo occupa gli schermi televisivi lanciando la propria campagna anti fannullone, promettendo licenziamenti e snellimento dei conti pubblici ma soprattutto millantando una carriera di alto calibro che lo ha portato ad essere considerato uno tra i massimi esperti italiani e forse mondiali in Economia del Lavoro e aver sfiorato per questo il Nobel (ovviamente a detta sua, fatta eccezione per l’unica citazione di Riccardo Franco Levi che quindi prontamente sbandiera tronfio). Non so a voi ma a me ricorda molto Gullo, ve lo ricordate, il ragazzo del reality Campioni che aveva falsificato il curriculum dichiarando di aver giocato nel Basilea e di aver schernito Del Piero durante una partita di Coppa dei Campioni! L’unica differenza è che Gullo dopo essere stato scoperto è diventato un po’ lo zimbello d’Italia e ha addirittura rischiato l’espulsione dal reality, il nostro Ministro per la Pubblica Amministrazione invece continua a occupare salotti televisivi denigrando e delegittimando il lavoro di persone che a prescindere dalla propria condotta, percepiscono salari piuttosto esigui e non paragonabili a coloro che la finanza pubblica la gestiscono e la erodono realmente (vedere stipendi dei collaboratori del Ministro). Grillo spesso usa epitoti come TopoGigio, Testa d’Asfalto rappresentando personaggi ormai caricaturizzati e quasi, permettetemi il termine, “cartonizzati” ma la triste realtà è che forse sarebbe davvero meglio TopoGigio in persona, quello vero, quello di pezza! Torna l’ansia da risveglio, quella in cui apro gli occhi e sento il bisogno come in Matrix che qualcuno arrivi con la famosa pillola rossa per potermi risvegliare una seconda volta e scoprire che per ventotto anni ho vissuto in un modo che non era reale!
Note aggiuntive: L’On Brunetta ha risposto all’attacco dell’espresso riportando dati (qui) che smentiscono le dichiarazioni fatte nell’articolo “Che furbetto quel Brunetta”. Vorrei fare una piccola analisi su delle risposta che a me ricordano molto qualcosa di già visto. Premetto, non sono un giustizialista a tutti i costi né ritengo che l’Espresso sia l’unica fonte vera e sicura ma le giustificazioni politiche agli attacchi giornalistici cominciano a sollevare sospetti di routine. Il Ministro Brunetta si difende dichiarando una lista di pubblicazioni che a suo dire arricchirebbero il proprio curriculum, il problema è che, lanciato dalla mia curiosità, ho spulciato su internet per vedere di cosa si trattasse e mi sono accorto che tutti questi titoli non è che portassero proprio a risultati entusiasmanti. Beh, quando si parla di un quasi Nobel, mi aspetterei qualche pubblicazione su riviste importanti o quanto meno riconosciute in ambito mondiale nel proprio settore e non una serie di libri. Per carità, scriver libri non è cosa brutta ma non giustifica certo un Nobel (“Io speriamo che me la cavo ha venduto” ha venduto più di un milione di copie, “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” ne ha vendute più di tre milioni per fare degli esempi). Il mio concetto è forse anche avvallato dal fatto che come unica fonte venga sempre e costantemente citato l’articolo di Riccardo Franco Levi, forse proprio perché è l’unico!
Tocchiamo invece l’argomento immobili, in questo settore tra l’altro abbiamo precedenti da tutti gli schieramenti. Si sottolinea sempre e comunque che tutto è avvenuto nel rispetto della legge e già mi sorge spontaneo: non mi pare che nessuno abbia mai affermato che gli acquisti siano avvenuti puntando una pistola contro il venditore! Non per questo un cittadino dovrebbe di sicuro ritenersi contento quando un politico approfitta della propria posizione personale per ottenere agevolazioni di cui non avrebbe bisogno. Ricordo i casi di D’Alema e di affittopoli, dove venivano acquistati o affittati appartamenti di lusso a prezzi di case popolari e così tanti altri……non dovrei indignarmi di fronte a questo? Un idraulico fa l’idraulico per guadagnare attraverso il suo lavoro non per portarsi via i tubi con cui lavora come un calzolaio fa il suo lavoro per aggiustare scarpe e non per comprarle a prezzi ridicoli……quando accadrà che chi ci governa farà il proprio lavoro per servire i cittadini e non per usufruire dei proprio poteri a fine di lucro?
Leggere e riflettere
"...In uno "Stato legislativo", dove quel che conta è la legalità e chi esercita il potere agisce "in nome della legge", le burocrazie sono "neutrali", uno strumento puramente tecnico che serve orientamenti politici diversi e anche opposti, e le polizie hanno una funzione meramente amministrativa di esecuzione del diritto. Questo governo, in carica anche nel 2001, ha inaugurato la sua stagione "riformatrice" con ben altre convinzioni. Non vuole essere l'anonimo esecutore di leggi e norme. Non intende governare in nome della legge, ma in nome della "necessità concreta". Pretende che si muova dietro le "emergenze" (autentiche o artefatte, che siano), dietro le "situazioni" che ritiene prioritarie. Berlusconi s'immagina alla guida di uno "Stato governativo" che si definisce per la qualità decisiva che riconosce al comando concreto, applicabile subito, assolutamente necessario e virtualmente temporaneo, sempre conflittuale perché esclude e differenzia.
In questo scorcio di legislatura si sta creando così un paradigma istituzionale "duale" che affianca alla Costituzione una prassi di governo che vive di decreti con immediata forza di legge e trasforma il comando in un ininterrotto "caso d'eccezione" (immigrazione; sicurezza; Alitalia; rifiuti di Napoli; riforma della scuola).
Nello "stato d'eccezione", le polizie hanno un ruolo essenziale. Berlusconi evoca con regolarità un "diritto di polizia" e un uso della violenza o minaccia poliziesca quando i suoi obiettivi appaiono non condivisi o in pericolo (contro gli immigrati, contro i napoletani incivili, contro le proteste negli aeroporti, contro le manifestazioni degli studenti). Chi, nelle burocrazie, non sta al gioco, va a casa. Come è accaduto ieri al prefetto di Roma, Carlo Mosca, custode di una concezione di burocrazia professionale che, alla decisione politica (impronte per i bambini rom), oppone il rispetto della legge e della Costituzione.
Mosca è stato "licenziato" perché Berlusconi chiede - al contrario - che le burocrazie condividano la capacità di assumersi il suo stesso rischio politico, come fossero un'élite politica e non istituzionale e non neutrale. E' una novità di cui bisogna tener conto. E' quel che esplicitamente chiede alle polizie Francesco Cossiga con la sua "ricetta democratica".
...
Cossiga (un uomo che sarebbe sciagurato considerare soltanto uno spericolato irresponsabile) dice quel che altri, nella destra di governo, pensano soltanto. Le polizie, nello "Stato governativo" preteso dalla destra, non dovrebbero più avere soltanto una funzione di mera esecuzione del diritto, ma farsi agenti attivi della sovranità del governo, muoversi in quell'area indifferenziata tra violenza e diritto che sempre definisce, nel caso d'eccezione, il comando del sovrano e il potere delle polizie.
Ora quel che si paventa per il domani è già accaduto ieri, a Genova, durante i giorni del G8. E' accaduto proprio nelle forme augurate oggi da Cossiga. Black Bloc che distruggono la città senza alcun contrasto. Black Bloc che si allontanano indisturbati mentre appare la polizia che si avventa contro i manifestanti inermi, pacifici, a braccia alzate e, nella notte, contro i 93 ospiti della scuola Diaz che si preparano al sonno o nel garage Olimpo di Bolzaneto dove vennero ancora umiliati e torturati. Con il risultato che una generazione che, per la prima volta, scopriva la dimensione politica fu consegnata alla paura, alla solitudine, alla disillusione.
Dopo sette anni, la situazione non è diversa. Il governo è lo stesso, solo più lucido, determinato e coeso intorno alla figura del leader carismatico. Nelle strade c'è un nuovo movimento di giovani che rifiuta un progetto di ordine sociale che annuncia esclusioni e differenze, che si oppone alla caduta di ogni garanzia di eguaglianza. Che cosa faranno le burocrazie dello Stato? Che cosa faranno le polizie sospinte nello spazio stretto tra la politica e il diritto, tra la violenza e la legge? Il processo di Genova ci dice che in uno Stato che si presenta come questurino c'è chi è disponibile a un'illegalità criminale quando il dissidente diventa un "nemico" da annientare."
Sono buone ragioni per non accontentarsi di una sentenza, per non chiudere il "caso Genova" nel perimetro di un'aula giudiziaria. In un tempo di aspri conflitti sociali, già inquinati da un estremismo fascista che minaccia l'informazione, il sindacato dei lavoratori, le proteste sociali e le forme di dissenso, il Paese deve sapere se può contare su una polizia fedele alla Costituzione o dovrà fare i conti anche con una burocrazia della sicurezza gregaria di un governo che prevede il rischio assoluto, il conflitto continuo, lo "sfondamento", una polizia sottomessa a un ordine capace di riservare all'interno del Paese la stessa ostilità che si riserva a un minaccioso "nemico" esterno.
Anche ora che la sentenza di Genova circoscrive le responsabilità a pochi "fuori di testa", dalle forze dell'ordine dovrebbero giungere all'opinione pubblica limpide e inequivoche rassicurazioni. Chi ha a cuore la Costituzione, nelle istituzioni, nella società, nella politica, dovrebbe invocarle. Perché le sentenze per la Diaz e Bolzaneto più che rasserenare, inquietano. Più che medicare le ferite, le fanno ancora sanguinare."
da La Repubblica
mercoledì 12 novembre 2008
L'ennesimo calcio alla democrazia
Ho 28 anni e mi ritengo abbastanza giovane rispetto alla media nazionale. Sento spesso dire che siamo il paese più vecchio d'Europa, quello col maggior numero di anziani, eppure sembriamo avere così poca memoria del nostro passato.Una grossa percentuale di persone nel nostro paese ha vissuto la guerra e il periodo del fascismo e della dittatura eppure sembra averlo rimosso. Dico questo perchè da diverse legislature si continua a minare la libertà individuale, il diritto di pensiero e di parola. Adesso si sta per la seconda volta tentando di ripristinare un decreto per mettere il bavaglio anche alla rete (non bastavano la televisione e i giornali) e a tutti coloro che dialogano e si documentano attraverso di essa! A quando il divieto di riunirsi in più di cinque persone? Per ora il bavaglio alla rete l'ha introdotto solo la Cina, evidentemente il nostro che è un paese caritatevole ha deciso di farle compagnia! Il popolo ha ancora il potere di scegliersi i propri rappresentanti al governo attraverso le elezioni....il mio invito è di cominciare a scegliere con criterio perchè il passato non è così passato da considerarsi superato!!
Per chi volesse informarsi sull'argomento vi rimando al sito di Antonio Di Pietro
Proposta di legge N.1269
domenica 9 novembre 2008
Silvio Berlusconi inventa una nuova laurea: la laurea del “coglione”
Negli ultimi mesi mi sto facendo un bidone quadro per riuscire finalmente a raggiungere una laurea tanto attesa e in meno di un attimo ho scoperto, prima ancora di ottenerla, che già ne ho una honoris causa, sì….....”la laurea del coglione”. L’investitura l’ho ricevuta niente di meno che dal nostro presidente del consiglio, che in un suo consueto slancio di ottimismo e solidarietà, ha deciso di fare omaggio di questo titolo a tutti coloro che non hanno gradito la sua battuta (“….bello giovane e abbronzato.”) . L’odore di laurea era già nell’aria, tanto che quelli più accorti si erano già preparati all’investitura dopo che il premier aveva rilasciato a caldo un’intervista, riferendo che le sue parole erano "un grande complimento, una carineria assoluta nei suoi confronti". "Complimento" che il premier rivendica con fermezza anche dopo un'ora, quando rientrando in albergo sbottando con i cronisti che lo interrogano sulle prevedibili polemiche: "Se non hanno il sense of humour allora vuol dire che gli imbecilli sono scesi in campo, che se ne vadano a...". Eh sì…non ci voleva un bookmaker per capire che si poteva cominciare a respirare odore di laurea! Ebbene il regalo non si è fatto attendere perché la stessa sera dalle fatidiche parole sul nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il nostro presidente del consiglio, rientrando in albergo, davanti ai giornalisti che lo attendevano, non si e' sottratto alle domande ed anzi ha rincarato la dose. ''Perche'? C'e' qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione e' buona'' (interviste riportate da “La Repubblica” in data 6 Novembre 2008).
Tra pochi mesi, conseguita anche la laurea in ingegneria sicuramente con le mie due lauree faranno la fila per assumermi….o forse no….sarà mica invece che vivo in un paese in cui è stato eletto dal popolo un presidente del consiglio ancora inconsapevole del proprio ruolo, che titola il nuovo presidente americano “abbronzato”, manco fosse un suo amico di Arcore o il suo nuovo acquisto del Milan.Stiamo diventando realmente questo o molto probabilmente lo siamo già, un paese di cui tutti ridono, i giullari d’Europa (guardare le copertine dei giornali esteri che riprendono la gaffe di Silvio Berlusconi), un paese dove succede anche che dopo esternazioni come quella fatta pochi giorni fa, la cittadinanza italiana avverta al massimo un sottile fremito di divertimento o poco più. Ma in fondo, se gli italiani l’hanno votato forse è perché la maggioranza è un po’ come Silvio Berlusconi.
Provo a lanciare un appello, un avviso ai naviganti come direbbero alcuni: possiamo anche liberarcene. Lo dice lui, tutti i giorni, prova in ogni situazione a screditarsi e noi, che siamo un po’ tutti suoi sostenitori, non siamo ancora stati in grado di capirlo. Ogni evento partorisce nuove idee per perdere consensi, per provare a uscire da questo assillo di dover fare il premier: lascia dichiarazioni ai limiti dell’accettabile, ma noi ci tappiamo le orecchie, allora ci prova a gesti, facendo le corna al ministro degli Esteri spagnolo Josep Piqué(qui), mimando un mitra con le mani e indirizzandolo verso la giornalista russa Natalia Melikova della Nezavsinaya Gazeta (qui), ma noi ci tappiamo anche gli occhi. Insomma….capiamolo e liberiamolo una volta per tutte da questo enorme peso, facciamolo finalmente salire sulle navi che non ha ancora visitato e alloggiare nelle ville che non ha ancora abitato!!
sabato 8 novembre 2008
...residui sul post di Grillo
Condivido molto di quello che tu dici, ho pubblicato quel pezzo di Grillo perchè la verità è che ieri mattina ho aperto il suo blog, ho letto quel pezzo e ho condiviso le stesse emozioni. Non era tanto un analisi di tipo politico, una descrizione delle differenze tra paesi o tra politici, era il messaggio del malessere che in quel momento provavo anch'io. In realtà l'accostamento a Obama non va letto in chiave di contenuti bensì dal punto di vista della persona, di cosa ha fatto, di come l'ha fatto. L'America non ha ribaltato le proprie idee all'improvviso, spinta esclusivamente da fattori esterni di crisi e di malcontento, ma è stata trainata in questo cammino da una persona. Entrambi i candidati hanno cercato il distacco dal passato ma uno solo è entrato nel cuore della gente con prepotenza, e questo elemento non è tanto rappresentato dalla vittoria elettorale quanto dall'enorme divario che è riuscito a produrre. Esaminiamo la campagna elettorale di Obama: è stata costruita stato per stato, città per città e quando necessario porta per porta. E' stata la vittoria di un uomo che ha avuto il carisma e l'attrazione per coinvolgere milioni di persone regalando un'idea di futuro migliore. Questo era il messaggio e lo spirito del post: nel nostro paese quelli come me, come te, e tanti altri come noi, hanno subito un colpo moralmente duo perchè la nostra realtà è alzarsi la mattina e non vedere nulla di tutto ciò, la nostra realtà è trovare un paese che ovunque emana un tanfo di vecchio, di stantio, incapace di regalare il benchè minimo raggio di luce nuova. Gente come me, come te e migliaia come noi si alzano la mattina, ancora pregni di quella rabbia sociale che ogni giorno ti rimane addosso, nella pelle, nei vestiti, come lo smog, leggono i giornali o accendono la tv, vedono Veltroni (e la sinistra tutta) e pensano: "No I can't"! La differenza nella politica la fanno le persone perchè non è di un concorso che stiamo parlando, dove chi è più bravo raggiungerà il punteggio migliore, ma di carisma, personalità, strategie di campagna elettorale e uomini, uomini capaci di raggiungere l'anima delle persone e rappresentare per loro una svolta. Io ogni giorno non vedo un governo ombra ma cittadini ombra, un'enorme fetta di popolazione che da 15 anni ha perso ogni tipo di riferimento, la cui vita si è ridotta a casa-lavoro nella speranza di raggiungere il posto fisso e non avere il mutuo da pagare. La gente nuova non esiste e l'odore di vecchio permane, rimangono nel PD i soliti noti, i soliti pregiudicati, i soliti temi, si è solo dato quel nuovo abito un po' più british (nell'aspetto non nei contenuti). E' vero, magari con un'informazione migliore i nostri leder di sinistra apparirebbero un po' migliori, meno peggio di quel che sembrano, ma rimarrebbero alla guida due persone opposte, una con tanto cuore e poche capacità comunicative e una con più capacità comunicative ma poco cuore.
Su una cosa ha ragione Berlusconi: Veltroni ha 4 anni di tempo per prepararsi. E visto che è un dato di fatto che non possa fare leva sui mezzi di informazione, i consensi dovrebbe cominciare a prenderseli giorno dopo giorno nelle piazze, nelle città, porta a porta se necessario. Non le manifestazioni una tantum che continuano a ricordare molto i vecchi girotondi, sempre a Roma, sempre lontane dalle persone, ma fisicamente luogo per luogo in tutta Italia, portando nuovi messaggi, nuovi sogni, nuove idee, vicine a quei milioni di cittadini ombra. Perchè Obama non ha avuto il fardello dei media, ma quanti muri ha sgretolato, quali difficoltà ha saputo attraversare acquisendo ogni giorno più energia, più forza più consensi. Beh, questo era fondamentalmente il messaggio morale che ho letto nel post di Grillo e questo è il disagio che continuo a provare e che provoca invidia nei confronti di un popolo che con tutti i suoi difetti ha avuto il suo messia!
mercoledì 5 novembre 2008
Italia - USA
Io penso che ogni nazione e ogni popolo abbiano i propri lati positivi e i loro lati negativi.
Gli USA sono riusciti a eleggere e rieleggere Bush, a fare guerre, a non concedere l'assistenza pubblica gratuita, a perseverare nel concedere il porto d'armi, a mantenere la pena di morte, ecc, ecc (ovviamene molte cose valgono solo in certi Stati e in altri no). L'Italia è riuscita a eleggere 3 volte il nanetto malefico, a avere varie società statali in fallimento, a organizzare i massacri del G8 (troppa gente se ne sta già dimenticando!!!), a permettere il revisionismo del fascismo, ecc, ecc.
Insomma, ogni nazione ha le sue e ogni popolo rimane massa. E questo concetto si potrebbe espandere per qualsiasi Paese.
Eppure, secondo me, in questo momento storico l'Italia è diverso da tutte le altre nazioni (e non per le differenze tra Veltroni e Obama)!!!
L'Italia è diversa da tutte le altre perchè è in uno stato di assedio mediatico da troppi troppi anni e i poteri forti nazionali ormai sono quasi tutti assoggettati a tale potere o vengono da esso attaccati sistematicamente e quotidianamente (vedi la Magistratura). E il dramma vero e proprio è che non c'è ribellione a questa situazione, non c'è fermento e discussione nel ceto più povero (quello che indirettamente ne paga le conseguenze più pesanti), non c'è lucidita nel leggere la situazione e proporre delle contromosse che comunque verrebbero annientate.
Io non me la prendo con Veltroni o con la Sinistra, allora cosa dovremmo dire a Bertinotti, ai Verdi e a Diliberto? Io non me la prendo con la gente, perchè è massa, nè più nè meno ignorante delle masse degli altri popoli, io propongo e promuovo una RIVOLUZIONE CULTURALE che sovverta questo stato di cose, ma non direttamente, semplicemente (si fa per dire) passando dalla rivoluzione del mondo dei media e dell'informazione.
Non è vero che internet stia sorpassando la televisione, non è vero in Italia e neppure negli USA (si legga 'L'Assalto alla Ragione' di Al Gore, uno che di queste cose se ne capisce!!!). E' vero che ogni mezzo di comunicazione ha influenze diverse sul cervello degli esseri umani, e la televisione ha un potere dirompente, non eguagliabile da nessun altro mezzo!!!!
Riformiamo lo stato della comunizione in Italia e troveremo anche noi il nostro Obama, ...oppure scopriremo che i vari Veltroni o Prodi non erano assolutamente come mamma televisione è riuscita a farli apparire a tanti italiani.
L'insopportabile pesantezza di Obama
"Obama ha vinto. Sono contento, ma soffro più di prima. Obama ha dichiarato: “Gli Stati Uniti sono il posto dove tutto è possibile”. Guardo il mio Paese dove niente è possibile. Un piduista capo del Governo. Un’opposizione indecente. L’informazione sotto controllo. E mi viene il magone.
Obama, giovane, colto, slanciato, intelligente, di colore, parla di futuro, di innovazione. “Il cambiamento è arrivato”, ha detto. “La nostra vittoria è partita dal basso”. Da noi quando arriverà? Gerontocrazia e oligarchia regnano. I Berlusconi, i Napolitano, i Gelli, gli Andreotti sono vecchi che viaggiano tra i 70 e i 90 anni. Vogliono vivere in eterno, fino a 120 anni.
Il Paese è una stanza piena di aria viziata. Il puzzo del potere ci ha contagiato. Non sentiamo più il nostro stesso odore. Chi vuole aprire la finestra, portare venti di cambiamento, puliti, onesti, viene massacrato come fu Borsellino, come fu Ambrosoli. O emarginato, combattuto dalle istituzioni e dai media. Come De Magistris, come la Forleo.
Immaginate Obama che, come primo atto di Governo, dichiara la sua immunità per legge per salvarsi da un processo di corruzione. Durerebbe poche ore, poi dovrebbe fuggire all’estero. Pensate a Obama che parla di inceneritori e di centrali nucleari, avrebbe vinto McCain. Obama è una speranza, Veltrusconi una condanna.
Mi sento addosso un senso insopportabile di pesantezza. Avverto più di prima un tanfo di arteriosclerosi nelle strade. L’Italia stanotte è invecchiata di colpo. Ci guardiamo allo specchio e ci spaventiamo. Cosa siamo diventati? Cosa ci aspetta senza un cambiamento radicale? La Rete ha annunciato per prima la vittoria di Obama, 3.000 comuni italiani su circa ottomila sono senza ADSL. Peggio dell’Africa, ma con il digitale terrestre d’antiquariato.
Scusate, devo riprendermi. Obama mi ha tirato un colpo basso, da oggi sarà più difficile capire perché viviamo, perché dobbiamo vivere in questo sfascio. La Rete è stata fondamentale per la sua campagna, è un segnale della fine dei giornali e delle televisioni. La rivoluzione in Italia, se ci sarà, non sarà televisiva. Informiamoci e informate in Rete, senza sosta. Forse la finestra si spalancherà, belin. Loro non molleranno mai, noi neppure."
Beppe Grillo 5 Novembre 2008
lunedì 3 novembre 2008
Le mille interpretazioni dei dati Ocse
In questo ultimo periodo, il mio interesse in merito alle nuove riforme in materia di istruzione, mi ha portato a seguire un po' di dibattiti televisivi e vista la mia natura autolesionista anche qualche blog di temerari sostenitori della riforma. Beh....lo scenario è inquietante! In realtà tutta questa disinformazione non dovrebbe stupirmi molto eppure il fatto di non aver mai visto una tabella OCSE in "carne e ossa" mi ha lasciato alquanto perplesso!! Beh sì....in realtà di dati son pieni i talk-show, ma come vengono passati questi dati? In tutti i modi possibili e immaginabili eccetto che dalla fonte! Uno immagina che quando si parla di dati OCSE vengano proiettate delle tabelle estrapolate dal documento ufficiale "Education at a glance" redatto dall'ente stesso, e invece viene trasmesso di tutto eccetto quelle tabelle! Ecco quindi che le nuove fonti diventano l'articolo su La Repubblica (che spiega il documento OCSE quindi perchè non tradurre direttamente il documento), il pensiero degli economisti di Noise Froma Amerika che trattano l'argomento citando nuove interpretazioni date da Roberto Perotti, l'intervista a Umberto Eco e chi più ne ha più ne metta! Il solito leitmotiv: al cittadino viene precluso il diritto di conoscere e quindi il diritto di critica cancellati dall'unico vero diritto, quello di essere indottrinati!
Comunque per un'informazione corretta pubblico i dati OCSE reali:
Link del sito ufficiale OCSE con relativo documento "Education at a Glance 2008: OECD Indicators":
www.oecd.org/document/9/0,3343,en_2649_39263238_41266761_1_1_1_1,00.html
(qui)
Le tabelle si possono trovare nei link in fondo alla pagina:
Indicator B1: How much is spent for student
Cliccando si apre un foglio exel con relative tabelle.
Foglio T_B1.1a sotto la voce All Tertiary Education (quella che riguarda l'università)
Indicator B4: What is the total public spending on education?
Foglio T_B4.1 ci sono 2 grandi colonne; quella di sinistra (total public extenditure) è la % di spesa per l’educazione sul totale della spesa pubblica; quella di destra (GDP) è la percentuale sul PIL; per entrambe la voce di riferimento riguardante l’università è Tertiary Education.
NOTA AL TIMONIERE: gli unici ad aver letto e a publicare i dati reali sono i giovani che da due settimane occupano le piazze......andate a ripetizione
lunedì 27 ottobre 2008
Radio Lega Nord
Questa mattina mi è capitato di incrociare il mio udito con la radio della Lega Nord. Prima domanda: perchè anche il PD non fa una sua radio con frequenze su tutto il territorio nazionale? La Lega aveva (e forse ha) anche una televisione in chiaro. Il PD? Cosa aspetta?
Vabbè...trasmissione interessantissima, telefonate dai radioascoltatori e risposte del conduttore.
Tematiche trattate:
- Il sindaco di Genova Marta Vincenzi è un'incapace perchè vuole la moschea a Genova. Fin qui tutto normale (anche se a dire il vero è incapace per tanti altri motivi, non certamente quello!!!). Poi continua...'anche la Chiesa e certi ordini di frati a Genova sono per la Moschea...incredibile!! Anche la Chiesa non capisce più nulla'. Vabbè andiamo avanti
- Esiste un partito del Sud che è trasversale a tutti i partiti, ovviamente a meno della Lega. Bisogna combatterlo.
- Non si può più vivere con così tanti immigrati nelle nostre città. Ovvietà...che però, continuo a pensare, hanno fondamento nella vita quotidiana delle persone troppo mal valutata (analizzata con troppo distacco) dagli altri partiti (soprattutto di centrosinistra).
E poi il più bello, capitolo elezioni negli Stati Uniti. Secondo la radio della Lega Nord il nanetto malefico trarrà vantaggio dalla vittoria di Obama, tifa per Obama, e il suo programma è lo stesso di Obama, soprattutto in fatto di riforma della scuola. Ora, bisogna ridere per non piangere. Come si può pensare che i radioascoltatori possano credere in una cosa del genere? Eppure è così, perchè in Italia ormai non cìè più il senso della realtà, dell'informazione e della formazione.
E allora evviva il populismo più grezzo, vile e menzoniero. Il nanetto malefico è sempre dalla parte del vincitore, del più forte e del più simpatico. Chi vince è sempre come lui!!! Certo, lui non ha idee, posizione politica, onestà ideologica, ecc, ecc...
E si va avanti.
domenica 26 ottobre 2008
Pensiero semplice, manifestazione e PD
Quanta della gente che ieri era alla manifestazione si riconosce completamente nel PD? Secondo me pochi. Tanti, tantissimi pensano che il PD possa essere l'unica forza di governo valida e credibile per questo paese. Tanti tantissimi concordano sulla forma del PD, sul modo di porsi degli esponenti, sulla struttura del partito ma pochi possono concordare sui contenuti, perchè tanti contenuti sono o poco chiari o malamente divulgati (quindi siamo alla fase ancora precedente all'accettazione delle idee).
Giovedì scorso mi è giunta una lettera del PD, l'ho aperta e mi sono arrabiato. Era l'invito ad andare alla manifestazione di ieri. Ma come? Non mi mandi una lettere o una mail per spiegarmi cosa sta facendo quest'orrendo governo sulla scuola, non mi hai mai spiegato cos'è successo nel caso Alitalia e mi chiedi di venire a Roma? Io penso che il primo e forse l'unico (ce ne sono altri ma non di questo spessore!!!) vero enorme problema del PD sia la mancanza di spazi comunicativi, sia l'impossibilità di contrastare lo strapotere mediatico dell'altra parte. Allora, se decidiamo di comunicare qualcosa comunichiamo contenuti, non mandiamo inviti.
Ancora un esempio. La riforma scolastica e dell'università. Se si guardano i telegiornali non si parla mai assolutamente del merito del problema, non si confrontano le idee e non si spiegano i decreti e le proposte legge del Governo (per non parlare della comunicazione delle ragioni della protesta). Il PDL, con il potere antidemocratico (nascosto) che impone al paese, è riuscito ad incentrare il tema unicamente sul se sia giusto o no che chi non vuole manifestare e vuole solo studiare possa presenziare alle lezioni. Secondo me questo è l'ennesimo esempio di uno scandalo totale.
Per questo continuo a pensare che il primo punto che il PD deve affrontare è quello del potere mediatico, poi tutto il resto!
martedì 7 ottobre 2008
Fantozzi bugiardo
Nel mondo politico attuale si ha spesso la sensazione di non capire chi ha ragione e chi torto. Tutti dicono "Ci rivedremo e vedremo chi ha ragione!!!!". Ogni tanto sarebbe bello veramente girarsi indietro e giudicare a posteriori le persone che tanto si sono riempite la bocca!!!
"Fantozzi cerca nuovi acquirenti. Alitalia ha nove giorni di vita" 22 settembre 2008
"...Ai convitati Fantozzi ha potuto solo ribadire i termini raggelanti della questione: c' è benzina solo fino al 30 settembre..."(23 settembre 2008).
Una cosa è certa: Fantozzi è un bugiardo. Non è stato fatto ancora nessun passaggio, Alitalia non ha beneficiato di nessun nuovo finanziamento, però continua a volare e volerà ancora per un bel pò!!!
Mi direte "Ma è logico, faceva il suo gioco per riuscire a chiudere la trattativa!"...vi rispondo: è vero, ma ogni tanto è meglio mettere dei paletti ben precisi e indiscutibili: Fantozzi è un bugiardo. Di tutto il resto discutiamone pure...
giovedì 2 ottobre 2008
Ryanair contro Alitalia
Ryanair ha annunciato ricorso presso la Commissione europea contro il piano di salvataggio di Alitalia. "Il governo italiano - spiega in un comunicato Jim Callaghan, direttore legale della società - ha cancellato fino a 2 miliardi di euro di debiti di Alitalia, garantisce gli investimenti dei membri del consorzio e ha sottoscritto forti concessioni ai sindacati in cambio del loro accordo a questo ridicolo piano".
E' giusto, purtroppo è giusto!!! Perchè un'altra compagnia aerea, che non beneficerà del piano messo a punto dal Governo, dovrebbe accettare l'ingresso nel proprio mercato di una "nuova" concorrente "nata" con soldi pubblici? Se si va a vedere Alitalia è già stata spazzata via dalla concorrenza ed ora può riproporsi con nuove vesti solo grazie all'intervento statale, che ovviamente sfalsa il libero mercato.
E la cosa più bella è che i testoni dell'attuale Governo sono coloro che più di chiunque altro dicono di credere alle leggi del libero mercato...salvo poi voler mettere i dazi sulle merci di importazione e salvare con i soldi pubblici le aziende già battute dal libero mercato!!!
mercoledì 1 ottobre 2008
Il punto...in transizione
Se tutto procede come previsto, mentre Cai forse decollerà, Az sicuramente resterà a terra con tutti i suoi debiti. E più precisamente le stime dicono un miliardo e 200 milioni di debito finanziario, 300 milioni di debito ponte (che andrebbe restituito allo Stato se non fosse che Az è dello Stato) e un miliardo e 500 milioni di "debiti con i fornitori". Poi si aggiunga il costo della cassa integrazione per oltre 3 mila dipendenti per sette anni (è un altro miliardo per le casse dello Stato).Dall'altra parte il commissario Fantozzi proverà a vendere le parti buone di Alitalia. Le stime più ottimistiche parlano di un incasso di circa 800 milioni di euro. Qui viene il bello, l'ennesima presa in giro: l'advisor nominato dal governo per valutare il prezzo delle parti "buone" da vendere (praticamente la vendita di Alitalia buona a Cai) è la banca Leonardo i cui azionisti - da Benetton a Tronchetti Provera - sono anche soci della cordata Cai. E' un po' come se l'acquirente facesse da solo il prezzo della merce che deve acquistare. Difficile immaginare grandi affari per il venditore!!!Considerando anche 1 miliardo gli introiti, lo Stato avrà sul groppone ancora 3 miliardi. Tutti degli italiani!!! Che ovviamente non lo hanno ancora capito e che molto probabilmente non lo capiranno mai!!!
Detto questo mi preme proporre un parallelo. Negli USA la Camera non approva il piano per il salvataggio del mercato finanziario, il cui crollo ha ripercussioni sul mondo intero e potrebbe trascinare nel vortice anche il mondo economico. La motivazione del voto è semplice e chiara (anche se per me rimane molto discutibile...ma questo è un altro discorso troppo lungo da affrontare tra parentesi): non possono i cittadini americani pagare per gli errori del mondo finanziario, è giusto che chi ha sbagliato paghi, lo Stato non deve intervenire per il bene di un settore che ha sbagliato. In Italia è una società statale a presentare conti in rosso, lo stato decide di intervenire per far pagare i cittadini italiani e lasciare i vantaggi economici a qualche finto imprenditore amico del governo.
Da una parte il Governo impone spietatamente la statalizzazione dei debiti e la privatizzazione guidata dei profitti, dall'altra il Parlamento impedisce tutto ciò e si pone dalla parte dei cittadini!!!
